26/11/2004, ore
13:40
LEGAMI INVISIBILI TRA SPIRITI PURI
trascrivo integralmente)
Se ogni Santa volta che vedo una tua chiamata sul mio telefonino, ogni tuo sms, ogni tua notizia, ogni tuo successo, tutto mi si esplode dentro e scorre in me un'energia nuova, tutta tua: vorra' pur dire qualcosa!
Caro. Ancora non so come chiamarti. Per me non hai neanche un nome, sei un respiro, un'idea, un sogno realizzabile, sei la vita che mi inonda lievemente..
Fermati a guardare cosa sai fare! Resta a vedere i terremoti, i maremoti, i tifoni e le piogge di meteoriti che provochi in me..
Se ti accorgessi di saper muovere tutto questo, non staresti fermo un secondo; continueresti a correre per sempre, fulgido del mio sorriso, aspro di un mio bacio sulla fronte.
Non chiudere più i tuoi occhi. Aprili a me.
Oh, aprili e basta! E' un ordine.
dediu
24/11/2004, ore
20:42
e i castelli di carte continuano a cadere.
stupidamente investi in loro tesori che non possiedi...
basta un SOFFIO e mura che credevi reggessero il mondo
crollano su ignare vite.
e costruisco ancora, una carta alla volta, un piano alla volta,
fino al prossimo crollo.
dovrei smettere
dovrei sedermi ed aspettare che passi,
dovrei accucciarmi al caldo tepore di una candela ed aspettare che si consumi.
dorei smettere di giocare a fare l'uomo...
dovrei smettere di cercare... dovrei smettere di volare...
dovrei smettere di SOFFIARE
dediu
22/11/2004, ore
20:36
le gocce d'acqua sul parabrezza mi ricordano che non ho ombrello.
ho abbandonato quel locale di corsa, felice di esserne fuori.
mi sono visto appoggiato ad una parete, tra morti che aspettavano un soffio di vita;
ho visto le loro facce, le loro espressioni compiaciute mentre la musica li prendeva per il colletto e li costringeva a ballare;
sorridevano, scherzavano, ogni tanto azzardavano discorsi pseudoseriosi
tra una sigaretta ed un sorso di qualcosa.
- "Desidera?" ... - "Qualunque cosa, purchè sia alcolica"
sono stato tra loro, li ho visti, gli esseri umani del sabato sera,
uguali dovunque nelle lori mise alla moda, necessariamente alla moda.
sono stato tra loro, nauseato da loro.
adesso, qui, sotto un tetto di pioggia, ripenso a quando giudicai effimero questo mondo che in queste pagine ci vede vivi;
ripenso alla moltitudine che si crede viva e che forse, se comunicasse dal vivo per blog e commenti,
berrebbe qualcosa di diverso.
- "Desidera?" ... - "Qualunque cosa, purchè odori di vita"
dediu
19/11/2004, ore
17:06
la strada è lunga...
dal mio finestrino vedo scorrere alberi come fanti in fila in attesa dell'imminente attacco.
case, finestre, donne, uomini al lavoro.
vite intrecciate in fili spessi in attesa di un nodo che li rinsaldi per sempre.
pali della luce i cui fili danzano mollemente seguiti dai miei occhi donodolanti.
e nuvole spesse che mi ricordano l'imminente pianto di un cuore che ancora grida di paura e dorme per non svegliarsi nudo.
finirà la strada ...
prima o poi si arriverà dove i sogni crescono sugli alberi
dediu
19/11/2004, ore
15:58
e ancora attendo giorni che profumino di miele
dediu
17/11/2004, ore
08:58
discendo valli che portano al mare,
incrocio mamme che tirano bimbi come cani al guinzaglio,
suoni indecifrabili vengono profferiti all'indirizzo di uomini lenti,
calpesto foglie più morte di me,
gocce di pioggia sembrano non voler raggiungere terra,
lame gelide spaccano le mie labbra ormai accarezzate solo dal freddo,
luci cupi mi accolgono all'ingresso prima che qualcuno mi dia il buon giorno.
... ma oggi ho visto anche un raggio di sole che mi guardava sorridente...
...ed io gli ho sorriso.
buon giorno!
dediu
12/11/2004, ore
12:51
partenza !
operazione ritiro libri !
fase operativa successiva : studio.
fase operativa finale : esami.
esito : incerto
dediu
08/11/2004, ore
12:58
"La morte di un amore è come la morte di una persona amata. Lascia lo stesso strazio, lo stesso vuoto, lo stesso rifiuto di rassegnarsi a quel vuoto. Perfino se l'hai attesa, causata, voluta per autodifesa o buonsenso o bisogno di libertà, quando arriva ti senti invalido. Mutilato. Ti sembra di essere rimasto con un occhio solo, un orecchio solo, un polmone solo, un braccio solo, una gamba sola, il cervello dimezzato, e non fai che invocare la metà perduta di te stesso: colui o colei con cui ti sentivi intero. Nel farlo non ricordi nemmeno le sue colpe, i tormenti che ti inflisse, le sofferenze che ti impose. Il rimpianto ti consegna la memoria d'una persona pregevole, anzi straordinaria, d'un tesoro unico al mondo nè serve a nulla dirsi che questa è un'offesa alla logica: un insulto all'intelligenza, un masochismo. (In amore la logica non serve, l'intelligenza non giova, e il masochismo raggiunge vette da psichiatria.) Poi, un po' per volta, ti passa. Magari senza che tu ne sia consapevole lo strazio si smorza, si dissolve, il vuoto diminuisce, e il rifiuto di rassegnarti ad esso scompare. Ti rendi finalmente conto che l'oggetto del tuo amore morto non era nè una persona pregevole anzi straordinaria nè un tesoro unico al mondo, lo sostituisci con un'altra metà o supposta metà di te stesso, e per un certo periodo recuperi la tua interezza. Però sull'anima rimane uno sfregio che la imbruttisce, un livido nero che la deturpa, e ti accorgi di non essere più quello o quella che eri prima del lutto. La tua energia s'è infiacchita, la tua curiosità s'è affievolita, e la tua fiducia nel futuro s'è spenta perchè hai scoperto d'aver sprecato un pezzo di esistenza che nessuno ti rimborserà. Ecco perchè, anche se un amore langue senza rimedio, lo curi e ti sforzi di guarirlo. Ecco perchè, anche se in stato di coma boccheggia, cerchi di rinviare l'istante in cui esalerà l'ultimo respiro: lo trattieni e in silenzio lo supplichi di vivere ancora un giorno, un'ora, un minuto. Ecco infine perchè, anche quando smette di respirare, esiti a seppellirlo o addirittura tenti di resuscitarlo. Alzati, Lazzaro, e cammina." (O. Fallaci - Insciallah, ed. Rizzoli - 1990)
dediu
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08/11/2004, ore
12:58
assaporo intense emozioni.
ti guardo e vedo in te gocce condensate di sogni irrealizzati.
il tuo volto, i tuoi capelli color dell'oro, i tuoi occhi... cupi come flutti in tempesta ... e le tue mani...
adoro accarezzare le tue mani, le tue dita affusolate come cosce, i tuoi polpastrelli sensibili, le tue nocche pari a ginocchia e poi più su ...
fino all'incavo con il palmo, dolce come il frutto nascosto dela tua femminilità.
adoro far danzare le mie mani insieme alle tue,
scintille si librano ad ogni sfioramento, scariche di desiderio percorrono i nostri corpi alla vista di quelle mani che volano libere come in uno sciame.
ed è amore... amore senza amore
amore... solo amore
dediu
01/11/2004, ore
19:46
chiuso in un'ampolla, vago per vicoli bui, certo di essermi perso,
anelo di speranza ad ogni crocevia.
ostinatamente percorro labirinti di uomini ciechi
poi crollo esanime, soccorso solo da fantasmi muti.
e attendo un sole che cristallizzi il sale amaro del mio domani,
e attendo un sole che nasca spento in un'alba di mezzanotte.
dediu
01/11/2004, ore
12:35
L'AMORE E LA FOLLIA
un giorno la Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè
da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò
sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
:_ 1,2,3,4,5.... - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza,timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La disperazione era disperata vedendo che la Follia era già a
novantanove.
"CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare. ".
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non era riuscita ad impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo
ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
"Dov'è l'Amore?".
Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in
cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno
e cominciò a cercare tra i rami...
ad un tratto sentì un grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina l'aveva punto in un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono
e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
OGGI L'AMORE E' CIECO E LA FOLLIA LO ACCOMPAGNA SEMPRE
dediu